Muthabitat – staz. turistica Etna Nord

di SPIN+ con Paola Mariotto

 

 

Maurizio Meossi e Paola Mariotto,

consulenza bioclimatica ed energie rinnovabili : Alfonso Senatore (Ove Arup)

 

 

MUTABILITA’

Tempo umano  e tempo geologico sono, normalmente, due dimensioni temporali non equiparabili.

Il paesaggio naturale è da noi letto come un contesto sostanzialmente immutabile, un dato del problema.

La straordinarietà delle aree vulcaniche è che la non coincidenza temporale va completamente ad annullarsi: TEMPO UMANO e TEMPO GEOLOGICO si sovrappongono, talvolta sono addirittura coincidenti.

La carta topografica dell'area di progetto riporta accanto alle curve di livello l'anno della loro formazione, cosa assolutamente unica, ancor più perché queste date risalgono agli ultimi cento, cinquanta, addirittura dieci anni.

La MUTABILITA' è il carattere predominante del sito: l'incostanza della sua morfologia è l'unica costante che lo contraddistingue.

Mutabilità significa trasformazione, movimento.

Il muoversi implica lo spostarsi da un punto ad un altro della superficie terrestre.

Dato l'elevato grado rischio pensare di "mettere in moto" l'elemento architettonico significa "salvarlo".

Muthabitat è un sistema integrato di moduli architettonici energeticamente autosufficienti in grado di spostarsi lungo percorsi attrezzati che dalla quota del rifugio di Monte Conca (1800 mslm) scendono sino alla quota di 1400m.

 

MODULARITA’ e FLESSIBILITA’ PROGRAMMATICA

La trasposizione in una logica modulare degli elementi di programma funzionale richiesti dal bando ha portato alla definizione di quattro elementi tipologici base, rispondenti alle quattro attività principali suggerite: residenziale, commerciale, ristorativo e servizi comuni.

Le superfici richieste per gli spazi comuni attrezzati sono state ottenute per mezzo di percorsi la cui duplice valenza di sistema infrastrutturale e sistema di “promenade” montano si attualizza attraverso l’immagine di colate laviche che dal monte scendono a valle.

La possibilità dei moduli architettonici di spostarsi lungo i percorsi attrezzati offre l’opportunità di un ampio range di combinazioni programmatiche: da aggregazioni ad alta densità a carattere stagionale (massima concentrazione nel periodo invernale in corrispondenza del rifugio di Monte Conca (connesso all’impianto a fune alta che connette alle piste sciistiche) sino a ipotetiche distribuzioni low density di attività commerciali, residenziali e ristorative lungo tutto il percorso.

La stazione turistica diviene quindi un sistema in grado di offrire ai suoi fruitori varie modalità di “utilizzo” dell’area: da stazione sciistica a sistemi di rifugi montani a quote diverse sino a percorso montano “servito” da attività commerciali, servizi informativi , ecc; l’estrema “flessibilità funzionale” è mirata ad espandere e massimizzare la capacità di offerta turistica.

La stazione di partenza (quota 1400m) presuppone la presenza delle aree di parcheggio richieste dal bando, al fine di limitare al massimo l’accesso degli automezzi privati ai rifugi stessi: i turisti e gli ospiti dei rifugi potranno raggiungere la loro meta per mezzo di navette alimentate ad energia elettrica.

La logica compostiva dei moduli si basa sulla ripetizione di un elemento fascia strutturale (scocca) di 1metro di larghezza con rivestimento leggero e una serie di possibili moduli interni con arredo integrato, che definiscono gli spazi interni. La stessa fascia strutturale può quindi potenzialmente diventare parte di uno qualsiasi dei quattro moduli funzionali.

 

 

 

ARCHITETTURA “AUTOTROPA”

L'autosufficienza energetica dei moduli è un punto nodale di tutto il progetto: un accurato studio delle possibilità di utilizzo delle energie ambientali rinnovabili e delle contemporanee strategie di ottimizzazione delle performances climatiche del manufatto tecnologico ha reso possibile la supposizione di un programma di attento utilizzo delle risorse offerte dall'ambiente-Etna.

La strategia energetica ruota attorno a due principi di base:  da un lato la minimizzazione dei consumi energetici, ottenuta tramite accorgimenti tecnici come l’utilizzo di un involucro intelligente (le cui performances termiche possano variare in funzione del clima), di schermi solari (per la riduzione dell’irraggiamento solare in estate ), di superisolamento termico e scambiatori di calore, oltre ad un attento utilizzo della ventilazione naturale; dall’altro il perseguimento di una autonomia energetica utilizzando le risorse rinnovabili di cui l’area etnea dispone: energia solare  (per illuminazione, catering, impianti , spostamento modulo), energia geotermica (per riscaldamento, acqua calda ed uso elettrico)ed energia eolica (per l’illuminazione esterna e trasporto pubblico).

Il sistema muthabitat è un organismo che necessita di un complesso sistema energetico: il nostro scopo è far si che tale sistema sia l’environment stesso e che le singole architetture siano in grado di auto produrre e gestire il proprio fabbisogno energetico, attualizzando così l’idea di una architettura “autotropa”.

Scendendo nel dettaglio la sezione tipo dei moduli è stata concepita in modo che ciascuno di essi possa esporre a diretto irraggiamento solare almeno 20mq della superficie di copertura: così facendo, anche cambiando il suo orientamento nei confronti del sole, ogni modulo può catturare tramite le piastrelle fotovoltaiche del rivestimento energia solare sufficiente a soddisfare il fabbisogno elettrico.

I percorsi infrastrutturali, concepiti come sezioni di 6metri collegate tramite giunti sismici in grado di tollerare scosse lieve intensità, alimentano i moduli ed “autoproducono” l’energia necessaria alla illuminazione e al movimento di eventuali navette pubbliche per mezzo di rotori eolici ed ancora piastrelle fotovoltaiche.

Il loro rivestimento sfrutta le possibilità offerte dalla pietra lavica: da lastre lavorate a ghiaia naturale, al fine di integrarsi matericamente con l’environment.

 

 

RESPONSIVE BEHAVIOUR

I percorsi si comportano nei confronti dei moduli come “sismografi”: avvertendo le prime scosse di preavviso che normalmente precedono l’eruzione, innescano il movimento verso valle delle architetture. Sotto questa ottica il sistema Muthabitat cerca di tradurre sul piano territoriale un principio di “responsive behaviour”: una interazione dinamica dell’architettura con il suo environment, naturale e/o antropico.