Comune
di Siena. Concorso di progettazione in due gradi “ordinario” per la
realizzazione del Nuovo Stadio Comunale in località Borgo Vecchio
Project Team:
Maurizio Meossi, Cesare Griffa,
Federico Bistolfi
Structural consultant:
SPC Engineering, Roma
Geological consultant:
Chiara Lorenzini
Relazione architettonica.
Lo
scopo della nostra proposta è di riuscire a coniugare l’alto valore
paesaggistico dell’area individuata dall’ente banditore con le problematiche e
le esigenze funzionali della tipologia stadio per 20.000 spettatori: inserire
un potenziale attrattore all’interno di un sistema in cui l’equilibrio tra uomo
e natura si è stabilizzato da secoli.
Il
contesto delle crete senesi è un ambiente naturale fortemente antropizzato:
colture, pascoli, piantumazioni, rendono la superficie un complesso pattern di
forme e linee.
Il
futuro stadio va ad inserirsi in tale pattern ed inevitabilmente lo altera,
venendone a sua volta influenzato.
La
precisa intenzione di ottimizzare l’accessibilità dell’area nei momenti
precedenti e successivi all’evento calcistico si traduce nella scelta
progettuale di creare due parcheggi di dimensioni simili con accessi e
circolazioni indipendenti. L’unica rotatoria prevista nel bando di concorso
appare in effetti insufficiente al deflusso ordinato del volume di traffico
previsto (2500 auto circa) e si ipotizza quindi una soluzione che attraverso
due rotatorie immetta il traffico direttamente nelle due direzioni consentite,
rispettivamente Siena e Roma. Ciò con l’ulteriore obiettivo di raggiungere un
maggiore controllo dell’ordine pubblico e della sicurezza permettendo di
separare le due tifoserie avversarie prima ancora del loro avvicinamento allo
stadio.
Le
infrastrutture stradali e il sistema dei parcheggi sono pensati come appoggiati
al terreno: la viabilità di accesso non è né in rilevato né in scavo, ma si
adatta al declivio naturale come le strade vicinali circostanti.
La
sistemazione a verde e i parcheggi accompagnano le linee di livello esistenti e
disegnano un paesaggio simile ad un terreno con morbide colline appena arate.
Gli stessi parcheggi sono finiti con manto erboso e con sottofondo drenate. Al
fine di ridurre l’impatto ambientale si riducono le pavimentazioni asfaltate
allo stretto indispensabile.
Lo
stadio, posizionato in un sito con caratteristiche idrogeologiche particolari
(vedi relazione idrogeologica) ed orientato nord-sud, ha basissimo impatto
visivo. Sfruttando la topografia esistente appare come incastrato nel terreno e
dall’esterno risulta visibile solo il volume della tribuna superiore,
risultando la tribuna inferiore sotto il piano di campagna.
La
linea del terreno che intercetta il volume dello stadio è parzialmente obliqua
e trova una sua traduzione progettuale in un anello separatore tra la tribune
con una inclinazione del 4%: anziche violentare l’orografia del contesto si è
preferito mettere in discussione la rigidità tipologica che contraddistingue le
strutture sportive. Pur nel rispetto di una “simmetria funzionale” (le due
curve, pur essendo diverse, ospitano lo stesso numero di spettatori) si è
esplorato la possibilità di impostare le gradinate su di una sezione
longitudinale asimmetrica: la rigida tipologia dello stadio viene “informata”,
“piegata” e “levigata” dal paesaggio senese.
Tale
scelta si traduce in una organizzazione spaziale e funzionale dell’impianto con
forti implicazioni estetiche. E’ questo uno degli aspetti di maggiore
originalità della proposta che oltre all’armonioso design e alla peculiare
spazialità che gli deriva, lascia immaginare inconsuete e suggestive “OLA”
durante la partita.
Un
ulteriore vantaggio derivante da questa scelta è quello di poter offrire
completa accessibilità a tutto l’anello inferiore ai portatori di handicap.,
dato che la pendenza media dei percorsi non supera mai il 4%.
Il pubblico che si reca allo stadio, superata
l’area parcheggi, affronta le biglietterie di uno degli otto settori, poi il
grande cancello metallico che immette nella “buffer zone” all’aperto e da qui
accede alla galleria coperta, fortemente connotata da una struttura a “mesh” in
cemento armato (vedi relazione strutturale). All’interno della galleria si
trovano gli spazi di servizio quali bagni pubblici, pronto soccorso, polizia,
vip lounge e bars. Dalla galleria si accede all’anello distributore, verso
l’alto si accede alla tribuna superiore e verso il basso a quella inferiore.
Gli
atleti accedono direttamente con i mezzi (auto o autobus) ad un parcheggio
posto al livello del campo di gioco. Sempre in questo livello trovano posto gli
spogliatoi per gli atleti, quelli per gli arbitri, una palestra, il pronto
soccorso per i giocatori, la sala antidoping, la sala stampa, i depositi e i
locali tecnici. Tre foresterie e gli uffici del Siena Calcio sono collocati
esternamente allo stadio sul lato Nord-Est.
La copertura (struttura leggera in acciaio) in
risposta al bando, è supposta
realizzabile in due fasi: in un primo momento si potrà coprire il 30 % dei
posti in corrispondenza della tribuna
d’onore; questa configurazione enfatizza la linea slanciata d’insieme. In un
secondo momento sarà comunque possibile completare la copertura mediante la
sostituzione delle travi in acciaio terminali. A tal fine i moduli della
facciata sono predisposti di un apposito alloggiamento nel quale sarà possibile
in qualsiasi momento inserire le travi di copertura, che verranno rese solidali
tramite una ripresa di getto in corrispondenza del giunto.
Relazione idrogeologica.
I principali problemi di natura idrogeologica connessi
con la localizzazione prescelta sono relativi all’interferenza con il reticolo
idrografico minore. L’area interessata dall’impianto è infatti attraversata dal
torrente Il Fossatone, nel tratto a valle della confluenza con il Fosso della
Bandita. Il bacino idrografico nella sezione più a valle del tratto di
interferenza è di ampiezza modesta, pari a circa 1 kmq, che, con riguardo al
regime delle precipitazioni tipico della zona in esame, permette di ipotizzare
una portata liquida con tempo di ritorno duecentennale dell’ordine di 10-15 m3/sec.
Il corso
d’acqua presenta nel tratto in questione una pendenza media dell’alveo intorno
al 3%, che lascia supporre un carattere prevalentemente torrentizio della
corrente. Questa circostanza, unita alle caratteristiche litologiche della zona
permettono di ipotizzare un regime delle portate solide caratterizzato da
elevata asimmetria della curva di durata, con punte di trasporto solido al
fondo estremamente elevate in occasione di eventi di piena intensi e modesto
trasporto solido in sospensione nei periodi rimanenti.
La soluzione prevista per la risoluzione
dell’interferenza è quella del tombamento del corso d’acqua nel tratto in cui
esso interessa l’impianto da realizzare, suggerita dalla presenza di un analogo
tombamento del corso d’acqua poco più a valle, in corrispondenza della zona
industriale Arbia.
Il regime di portata sopra ipotizzato richiede
probabilmente una sezione artificiale di deflusso alta intorno ai 2.00 m, per cui, considerando che
la quota finale del campo di calcio è pari a 180 m s.l.m. e la quota d’alveo
più elevata, nel tratto iniziale del tombamento è intorno ai 178 m. slm, appare
opportuno realizzare a monte del tombamento un manufatto che permetta un salto
di fondo di circa 1.00 m, onde raggiungere la quota di fondo necessaria al
tombamento. A valle del salto potrà essere realizzata una vasca di
sedimentazione, opportunamente dimensionata, allo scopo di consentire la
separazione del materiale solido trasportato ed evitare l’occlusione del tombamento.
Allo stesso scopo, dovrà essere valutata l’opportunità di realizzare delle
briglie selettive, nel caso in cui l’analisi dell’uso del suolo del bacino a
monte evidenziasse la possibile presenza di detriti flottanti di notevoli
dimensioni in occasione degli eventi intensi.
Relazione
strutturale.
L’organismo è
costituito da una serie di percorsi esterni e interni che si sviluppano
attraverso le lunghe nervature anulari delle tribune; un visibile taglio
diagonale attraversa tutta la struttura e assolve la doppia funzione di
elemento distintivo architettonico e di elemento di discontinuità strutturale
per la dissipazione degli effetti termici mantenendo l’effetto di monoliticità
dell’organismo tridimensionale.
Questa
struttura, a sviluppo prevalentemente orizzontale, è costituita da un sistema
di conci modulari a sezione variabile con le gradinate, le gallerie e le
coperture modellate come snelli gusci in calcestruzzo armato a facciavista
studiati per ottenere il massimo rendimento dalla resistenza per forma .
Da un punto di
vista statico, l’edificio si caratterizza per la complessa e inscindibile
collaborazione strutturale dei singoli elementi che generano un unico organismo
tridimensionale, delineando una geometria snella, quasi sospesa nonostante la
mole dell’opera. I gusci di parete in SCC a facciavista, 14 m di altezza per 80
cm di spessore per una lunghezza massima di 18 m, delineano la struttura
essendone gli elementi portanti, scaricano le sollecitazioni dei solai e delle
coperture verso gli appoggi a terra.
Le scelte
architettoniche hanno impegnato non solo dal punto di vista della progettazione
strutturale, per la quale è stato realizzato un modello tridimensionale agli
elementi finiti, ma anche per tutti gli aspetti legati alle tecnologie costruttive
e alla scelta dei materiali, alla fattibilità e alla durabilità dell’opera.
Effetti
indotti dal ritiro e dalle variazioni termiche, a seconda dei casi, hanno
determinato l’inserimento di giunti strutturali o portato alla scelta
progettuale di dimensionare le strutture in maniera adeguata per sopportare le
tensioni indotte rispettando le verifiche alla fessurazione.
I
giunti sono stati, per quanto possibile, minimizzati per garantire
l’indispensabile continuità delle sollecitazioni tra gli elementi strutturali e
la monoliticità della struttura.
Le gallerie hanno esternamente una facciata reticolare
in SCC a facciavista ad alte prestazioni unitamente ad alcuni elementi con
rivestimenti in gusci di calcestruzzo fibrorinforzato prefabbricato (G.R.C),
come ad esempio nell’intradosso delle gradonate.
Sono
stati valutati specifici prodotti antiritiro, verificandone le possibili
incompatibilità riguardo l’evoluzione nel tempo e l’aspetto visivo finale. In
presenza di sezioni fortemente armate, per fare fronte a stati di
sollecitazione particolarmente gravosi, è associata un’armatura di pelle sulle
pareti, sui gusci e sugli intradossi dei solai, per ridurre la fessurazione.
Particolare
attenzione è posta sul periodo in cui debbono essere effettuati i getti di
grandi dimensioni per minimizzare i salti termici rispetto alle temperature
medie stagionali.
I
problemi di costipamento in fase di getto sono stati valutati e superati, anche
in seguito a prove sperimentali, grazie all’impiego di calcestruzzi autocompattanti.
Lo
studio e l’organizzazione delle fasi costruttive ha comportato la
pianificazione delle strutture provvisorie, per l’ottimizzazione delle
casserature e dei banchinaggi disposti in maniera irregolare ed a notevoli
distanze e per la necessità di gettare contemporaneamente grandi porzioni della
struttura.
È
stato realizzato un modello matematico della struttura, con elementi finiti di
tipo plate, e con elementi monodimensionali tipo beam (travi) e truss (puntoni
e tiranti), in particolare per la schematizzazione di giunti, appoggi, pilastri
isolati e vincoli particolari, attribuendo puntuali caratteristiche equivalenti
per quanto riguarda la geometria, la resistenza e le condizioni al contorno a
ogni singolo componente.
L’analisi
elastica lineare realizzata mediante il software Algor, integrata con
post-processori appositamente programmati, ha permesso una modellazione agli
elementi finiti estremamente raffinata e versatile. L’attribuzione dei carichi
avviene per volumi (proporzionali alle masse), superfici o forze concentrate
sui nodi. Analogamente sono stati imposti cedimenti, spostamenti e stati di
coazione in generale dovuti a effetti termici, viscosi e di ritiro. La
combinazione dei carichi è avvenuta sovrapponendo modelli con condizioni al
contorno differenti in fase di post elaborazione. Il programma fornisce in fase
di output la distribuzione dello stato tensionale punto per punto secondo i
principali criteri della scienza delle costruzioni (sigma ideali, tensore xx yy
zz, ecc. ). Gli stati tensionali globali sono stati infine analizzati e
localmente post-processati con un algoritmo di verifica appositamente
sviluppato, tenendo conto delle condizioni imposte dalla normativa vigente
secondo il metodo agli Stati Limite.
Sono
state effettuate tutte le verifiche necessarie per ogni elemento strutturale,
gli stati tensionali e deformativi, la distribuzione delle armature necessarie
negli elementi in cemento armato, tenendo conto di tutte le condizioni imposte
dalla normativa vigente secondo il metodo agli Stati Limite.