Filippo Innocenti (SPIN +) e Paola Mariotto
E’ possibile ripensare il repertorio delle possibilità formali e
programmatiche legate al consumo del caffè al bar?
Quello del caffè è un rituale che diviene spesso il pretesto per una
mutevole attività sociale.
Il bar non può essere concepito solo in termini spaziali ma,
necessariamente, attraverso un concetto più esteso, in grado di includere gli
aspetti sociali che scaturiscono dalle caratteristiche di un luogo tipicamente
pubblico.
Per quanto riguarda gli aspetti tecnologici, in relazione ad un’attività
semplice come quella del prendere un espresso, la dotazione funzionale del bar
potrebbe facilmente ridursi a quel minimo di attrezzature strettamente
necessarie: banco, retrobanco, macchina per il caffè.
Di contro, il bar, in una concezione più estesa, potrebbe essere pensato
come un non-luogo caratterizzato da un’altissima domanda di riconfigurazione
secondo schemi precisi e dettati da una ripetizione periodica: l’ambiente per
una colazione in corsa, la sala dove trasferire l’ufficio per riunioni di
lavoro, il rifugio in cui andare a studiare o la piazza per incontrarsi.
Ripensare il repertorio delle possibilità formali e programmatiche del
bar suggerisce la messa a punto di un sistema spaziale in grado di adattarsi
alle variazioni degli scenari di consumo.
L’idea alla base del progetto è quella di far emergere il luogo del bar
come il risultato mutevole dell’adattamento reciproco tra spazio e consumatori.
Lo scopo non è procedere verso l’anticipazione di un risultato finale
specifico, ma instaurare una matrice spaziale/funzionale in grado di produrre
una serie di soluzioni possibili.
La progettazione architettonica non si limita alla produzione di
un’alternativa al tema del bar; si estende piuttosto nella codifica di una
regola combinatoria in grado di generare una serie di bar diversi, lasciandoli
emergere dall’attività stessa dei consumatori.
La costruzione della matrice delle possibilità architettoniche parte
dall’identificazione di un numero minimo di superfici, articolate in modo da
servire un programma specifico; in analogia con il concetto del vassoio.
Le caratteristiche geometriche dei vassoi sono tali da consentire
diversi abbinamenti funzionali, a seconda dell’accostamento scelto.
Volendo mantenere la semplicità di un prodotto a bassa tecnologia, la
soluzione proposta non è reattiva ma adattabile. Il tempo di risposta del
sistema non è immediato ma coincide con l’intervallo in cui, valutata l’efficienza
della configurazione attuale, si apportano le necessarie modifiche.
Le tre superfici programmatiche di base sono state ottenute isolando,
nel vasto repertorio di attività legate al consumo del caffè, tre attività
caratteristiche:
- servizio al banco
- consumo al banco
- consumo al tavolo
che si possono combinare con alcune configurazioni ergonomiche di base:
- in piedi appoggiati
- in piedi di passaggio
- seduti
e tre percorribilità caratteristiche delle superfici:
- lungo l’asse maggiore
- lungo l’asse minore
- in diagonale
Applicando una regola combinatoria agli elementi si ottiene una classe
di soluzioni. L’accostamento delle superfici è regolato, in base alle
caratteristiche degli incastri geometrici tridimensionali previsti, dal tipo di
percorribilità che si vuole ottenere.
La frequentazione di un sistema così organizzato può far emergere
pertanto una serie di spazi a percorrenza veloce, lungo le direttrici esterne o
interne, o a percorrenza più lenta fino a varie tipologie di zone di sosta.
Il sistema, inoltre, si presta all’esplorazione delle possibilità di
spazi esterni o interni, dati dall’accoppiamento in verticale dei vassoi.
In questo modo si ottiene un
catalogo di figure architettoniche caratteristiche: riparo, recinto, atrio, a
cui si abbinano diverse modalità di consumo: al banco, seduti, etc.
Per le caratteristiche di emergenza del sistema, il progetto è tanto più
efficace quanto maggiore è l’estensione del luogo bar e la possibilità di
aggregare i vassoi.
Idealmente, la soluzione si rivolge ad ambienti molto frequentati, come
stazioni, aeroporti, grandi centri commerciali. In luoghi di questo tipo il
numero dei consumatori e la dinamica del loro ricambio garantiscono il range
statistico in cui le capacità di adatamento del sistema divengono apprezzabili.
Del resto, grazie alla semplicità formale e alla differenziazione funzionale
delle tre superfici di base, il sistema è efficiente anche nella configurazione
elementare del singolo vassoio.